Martedì, 09 Giugno 2015 14:34

Io mi fido di te... tu ti fidi?

Il video che condividiamo oggi, anche se apparentemente ha poco a che fare con il Marketing in realtà contiene un messaggio molto importante che deve essere la base di quel rapporto che si instaura fra Cliente e Azienda...

Peter Sharp è un ragazzo straordinario e non è nuovo a questo tipo di "esperimenti". Il messaggio che cerca di trasmettere ogni volta è quello di dare un’opportunità alle persone, far capire loro cos’è la gentilezza, la fiducia e l’amore. In questo esperimento viene preso in esame l’idea della nostra società riguardo alla fiducia. Ci fidiamo di qualcuno che non abbiamo mai incontrato prima? Oppure vediamo lo sconosciuto con diffidenza?

Nel video Peter ha voluto mettere in pratica l’esperimento in questo modo: si è bendato nel bel mezzo di una piazza, ha messo un cartello davanti a sè con su scritto: “Io mi fido di te, tu ti fidi?” e con le braccia aperte ha aspettato che la gente lo abbracciasse. La reazione della gente è fantastica, una lezione di vita che ci insegna che per ottenere la fiducia degli altri, dobbiamo presentarci disarmati, senza pretese e a braccia aperte...

Pubblicato in Marketing e Pubblicità
Giovedì, 30 Aprile 2015 14:33

Quanto conta la reputazione?

“Nessuna tecnologia laser può cancellare un tatuaggio digitale”.

Il tema della reputazione on-line, personale o aziendale, è cruciale per chiunque si muova, per lavoro o per diletto, sul web. I social sono un’opportunità infinita ma i rischi, lo sappiamo, sono dietro l’angolo. Casi aziendali, anche recenti, insegnano. E inquietano!

In particolare per noi Italiani che, secondo un indagine di Fiorella Passoni, amministratore delegato di Edelman Italia, è emerso che siamo in testa alla classifica dei paesi europei piu' attenti alla nomea di un'azienda. Incrociando i risultati di due indagini e' emerso che il 45% degli italiani considera la reputazione dell'azienda, battendo di sei punti la media europea.

La reputazione è così importante che le nostre scelte vengono influenzate anche quando viene smentita con un esperienza diretta.

Lo ha dimostrato un'equipe del "Centro Interdipartimentale mente/cervello dell'Università di Trento". I ricercatori hanno testato la fiducia di 20 volontari nei confronti i persone sconosciute di cui avevano avuto solo alcune informazioni, più o meno buone. Lo hanno fatto attraverso il "gioco dell'investimento": ciascun partecipante doveva decidere se inviare o meno una somma di denaro a un secondo giocatore con cui non poteva comunicare; durante il trasferimento,la cifra veniva moltiplicata oer tre e colui che l'aveva ricevuta poteva scegliere se dividerla oppure no con il primo giocatore che aveva investito su di lui. Come previsto, gli "investitori" si lasciarono condizionare dalla reputazione per segliere a chi inviare la somma.

E' però soprendete che, in sedute successive del gioco, continuarono a basarsi su di essa, anche quando si era rivelata infondata: ad esempio, davano ancora fiducia a chi aveva una reputazione positiva anche se si era mostrato sleale, tenendo per sè tutto il denaro.

La reputazione positiva di un'azienda può avere, quindi, effetti impressionanti su più piani:

  • L'instaurazione di relazioni durature e profittevoli con il cliente, che dimostrerà maggior propensione all'acquisto;
  • Il miglioramento delle relazioni tra produttori, fornitori, grossisti e dei rapporti con media, comunità locali e istituzioni. Una buona reputazione dell'azienda impressiona positivamente tutti gli stakeholder, e rappresenta un vantaggio competitivo;
  • L'innalzamento del posizionamento verso il target identitario nella logica di aumentare l'interesse verso gli influencer, modificando positivamente la percezione nell'audience.

Secondo alcuni autori perché vi è una crescente tendenza dei consumatori a prediligere le imprese che si dimostrano sensibili a valori di tipo ecologico (per esempio utilizzando materiali ecocompatibili, uso di fonti di energia alternative), etico e sociale (per esempio sicurezza sul lavoro), molte aziende cercano esplicitamente di associare la propria immagine a questi valori per migliorare il proprio capitale reputazionale e ridurre il rischio reputazionale. Quest'ultimo punto dimostra che gli effetti di una reputazione di questo tipo, possono portare a vantaggi nel lungo termine per individui e ambiente. Secondo il noto economista George Stigler che trattava l'argomento già negli anni Sessanta, la reputazione sarebbe una forma di economizzazione del pensare, ed il suo valore si fonderebbe, di base, sulla ignoranza e sulla necessità di velocizzare le scelte, senza nessuna implicazione morale o etica.

Con questi presupposti, di sicuro una buona presentazione Aziendale è la base del successo!

L'immagine coordinata ben realizzata con un logo pulito e ben rappresentato, un buon sito Internet e l'utilizzo "corretto" dei vari Social Network, per divulgare e condividere al meglio la Mission Aziendale, sono gli strumenti, al giorno d'oggi, per "posizionare" la vostra attività al meglio in un mercato dispersivo e ormai saturo d'informazioni.

Oggi tutti sono capaci, con un pò di impegno e dedizione, a realizzare prodotti d'immagine per le Aziende, il problema reale è... affidereste mai la "reputazione" della Vostra Azienda ad un dilettante "solo" per risparmiare qualche euro?

La risposta migliore è sempre la più semplice, mio Nonno diceva sempre "Pane bene cottu, faghet bonu ruttu" (Pane ben cotto, fa buon rutto). Tutto il resto sono solo parole...

Pubblicato in SEO

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